impressione creativa

Creatività e libera espressione di sé sono componenti primarie di naturali aspirazioni umane che spesso risultano compresse o sopite dentro ognuno di noi. Sperimentare con l’arte e l’uso dei colori il risveglio di attenzione alle proprie sfumature cromatiche permette di avvicinarsi ad un metodo di conoscenza di sé basato sullo sviluppo dell’Impressione Creativa piuttosto che sulla logica razionale.

L’arte viene così intesa come uno dei luoghi dove realtà e interiorità possono integrarsi in un percorso di consapevolezza; dove il colore si presenta come specchio qualitativo del nostro mondo di sentimento e di emozione capace di avvicinarsi in modo cosciente, ma creativo alle nostre polarità interiori.
Simpatia e antipatia verso un colore, verso una modalità di sfumatura; bisogno di definizione estrema o incapacità a strutturare stimoli trovano nel mondo cromatico una riconoscibilità ricca di possibilità di trasformazione e di armonizzazione. La ricerca non si fonda tanto sul raggiungimento di un risultato formale quanto sulla scoperta di come gioco e ascolto del colore possano produrre su noi stessi risonanze di piacere e meraviglia.

Il lavoro si fonda sia nella sua struttura seminariale, sia nella sua forma di corso a frequenza settimanale, sulla pratica di una tecnica artistica dolce e rispettosa: l’acquarello su carta bagnata. Rielaborata da R. Steiner e dalla scuola di pedagogia artistica steineriana sulla scorta della Teoria dei colori di J. W. Goethe tratta il mondo del colore come un fenomeno vivo, come ponte tra sfera interiore e di sentimento e capacità di armonizzazione delle proprie trasformazioni.

In principio si sperimentano esclusivamente le diverse realtà cromatiche avvicinandole come entità vive e portatrici di specificità di segno, di elemento e di forza. Cerchiamo di immergerci in un ambiente cromatico tenue e sfumato, ascoltando il colore piuttosto che imponendogli la nostra volontà espressiva. L’acquarello su carta bagnata permette di incontrare il colore nel suo aspetto più naturale e brillante, infatti non si ricerca la saturazione o l’opacità della tempera, bensì la delicata trasparenza delle sfumature chiaroscurali.

Successivamente, quando le diverse realtà chiaroscurali sono state sufficientemente sperimentate si può entrare nel mondo delle forme, sempre generate da un’attenta preparazione dell’ambiente cromatico piuttosto che da un gesto volitivo o pensato col disegno.

I seminari propongono un lavoro che integra alla pittura lo studio e la sperimentazione della Teoria dei colori di Goethe, l’introduzione a temi della Storia dell’Arte in senso goethiano; la meditazione nel disegno dinamico e nella velatura.